Search
Close this search box.
Search

Dio del Sushi rivela come cucinare un business di successo

|

Pubblicato 8 years ago

Probabilmente non conosci Jiro Ono, ma leggendo questo post scoprirai che avresti voluto sapere tutto su di lui, chi è (e cosa ha fatto).

Ieri ho visto un documentario che parlava della sua vita che è stato selezionato persino dal famoso Tribeca Film Festival.

Si tratta del cuoco di un ristorante minuscolo (ci entrano massimo 10 persone insieme), si trova in un sotterraneo di un palazzo vicino ad una metropolitana di Tokyo e non gli daresti un attimo di fiducia manco se ti pagassero.

In più fa solo un piatto: sushi. Sempre e solo sushi. Da 80 anni.

Jiro Ono adesso ha superato i 90 anni di età ma nonostante questo non smette di lavorare al suo sushi.

Non a caso…

È il primo cuoco specializzato in sushi che è stato insignito delle 3 stelle Michelin (la classifica culinaria più importante al mondo), diventando il più anziano della storia a raggiungere questo traguardo.

Un pasto dura in media 20 minuti e costa circa 250€ (30000 YEN)

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”block” ihc_mb_who=”unreg” ihc_mb_template=”1″ ]

Alcuni pensano che pagare tutti questi soldi per un pasto di appena qualche minuto sia un furto.

Quando sento questo tipo di commenti fino a qualche anno fa diventavo veramente molto triste.

Oggi mi sono abituato alla superficialità umana e, nonostante la combatto quotidianamente, non mi impressiona e intimorisce più.

Jiro Ono ha sacrificato una vita intera, 80 anni, per quei 20 minuti e nessuna persona che sia consapevole del duro lavoro necessario per fare le cose al meglio li considererà nella loro intrinseca durata temporale.

Pensa che dopo dodici anni, Jiro è uscito dai radar degli ispettori della Rossa e ha perso in un sol colpo tutte le stelle.

Lo ha voluto lui!

Sai perché? perché non accetta più prenotazioni da parte del pubblico comune e questo lo rende incompatibile con le regole ferree della Guida Michelin.

Ma torniamo a noi. Prima di proseguire, è giusto che tu sappia perché ti sto raccontando questa storia:

La verità è che questo cuoco/imprenditore potrebbe svelarti la ricetta per “cucinare” il tuo business di successo. Ti basterà imitarlo in quello in cui è bravo: focalizzarsi.

Se sei pronto ad ottenere il successo che desideri (e meriti) e sei disposto a fare qualche sacrificio, inizia con il leggere questo post

Parlo con tantissimi imprenditori. Tutti i giorni.

Io stesso sono un imprenditore e capisco alcuni dei problemi che ogni giorno gli imprenditori soffrono.

Ogni imprenditore ha delle legittime preoccupazioni: una delle più frequenti è “accontentare tutti”

“Dai Angelo non tenermi sulle spine, cos’è questa storia della “focalizzazione”?”

Tranquillo, non sono impazzito, lascia che ti spieghi meglio.

Devi sapere che, qualsiasi imprenditore, ogni giorno, ha in testa una sola cosa. Parlo di quella cosa che non lo fa andare a letto la notte: la crescita economica.

Tutti gli imprenditori infatti sanno benissimo che se l’azienda non cresce c’è qualche problema.
Ripeto, se non crescono le piante del giardino è un conto, ne pianti altre e via. Ma se non cresce l’azienda il problema è reale e richiede tutta la tua attenzione.

Tutte le tue abitudini di consumo, il tuo modo di relazionarti con gli altri, dagli amici ai familiari, rischiano di cambiare e non certo in meglio, se la tua azienda non cresce.

E se non cresci tu, sai chi crescerà invece? I tuoi costi che, inesorabilmente, piano piano, passando gli anni, riducono i tuoi profitti.

Per questo motivo l’imprenditore si chiede, quotidianamente, come può fare di più e come può fare meglio. Se anche tu sei un imprenditore, sono sicuro che sarai d’accordo con me.
E non importa se il mercato in cui operiamo è in forte contrazione o in crisi, quell’obiettivo che diventa quasi ossessione, non ti abbandona mai.

E così che l’imprenditore inizia ad “accontentare tutti”: vende prodotti o servizi diversi da quelli con cui aveva iniziato e che lo avevano portato al successo, entra in nuovi mercati su cui non avrebbe mai messo lo zampino fino a poco tempo fa ecc…

Ed è qui che iniziano i problemi. Ma è qui che iniziano anche le soluzioni.

Una soluzione strategica prende spunto da questa considerazione di Denis Bakke, fondatore dell’azienda elettrica multinazionale AES:

“I profitti sono per l’impresa quel che l’aria è per l’uomo. Respirare è essenziale per vivere, ma non è lo scopo della vita”

La ricerca della crescita fine a se stessa può essere un grave errore strategico, sopratutto se si tradisce la propria missione, l’intima ragione per cui è nata la propria azienda.

Certo questo può succedere (e succede spesso) in maniera del tutto involontaria. È semplicemente fisiologico.

In natura tutto tende al disordine, alla defocalizzazione. Prendi il tuo armadio ad esempio. Anche se lo metti in ordine, dopo un mese sei punto e a capo. Perché dovrebbe essere diverso con la tua azienda?

Al Ries, precursore del neuro marketing, nel suo testo “Focus, il futuro della tua azienda dipende dalla focalizzazione” mostra, dati alla mano, che la causa del declino di molte aziende dipende dalla loro de focalizzazione.

“Ok, questo in teoria, ma in pratica?

Ecco cosa puoi imparare in pratica da Jiro Ono sulla tua focalizzazione.

Da questo punto di vista il nostro simpatico vecchietto giapponese è un genio della focalizzazione. Non ti dirò certo di fare come lui:

  • Nessun menù. Solo 20/21 assaggi in base al pescato del giorno
  • Solo Sushi. Nient’altro
  • Nessun accesso a stranieri senza traduttore o guida
  • 2° classificato nella lista dei locali su cui è più difficile prenotare
  • Pagamento solo in contanti
  • Rito particolarissimo per mangiare il cibo come spiegato nel suo sito web
  • Costanza in tutto quello che si fa, per 80 anni

Anche perché magari non operi nel mercato della ristorazione e, molto semplicemente, la focalizzazione non è una di quelle cose che dall’oggi al domani si possono fare.

Ciò detto passiamo alla parte operativa.

Come puoi creare (o ricreare) la tua focalizzazione? In primis devi trovare la tua parola.

Cosa succede se andiamo nella pagina di Wikipedia che parla del sushi?
Tra le voci correlate trovi: Jiro Ono.

In pratica è come se Jiro Ono avesse preso possesso, nelle nostre menti, della parola “sushi”
Probabilmente non nella tua testa (visto che non lo conoscevi) ma una volta che è entrato, non uscirà mai più. Te lo posso assicurare.

Che significa “Trovare la tua parola”

Te lo spiego con un esempio semplice.
Prova a cercare “web marketing operativo” su Google.

Aldilà di corsi e corsetti rivolti agli addetti ai lavori, quando un imprenditore cercherà la categoria merceologica a livello nazionale, troverà la nostra agenzia in prima pagina.

Prova a cercarepizzeria grani antichi siciliani e troverai come primo risultato un nostro cliente che stiamo ri-posizionando. A livello nazionale.

Trovare la tua parola significa possedere la parola che indica la categoria nella mente del potenziale cliente.

Cosa succede quando possiedi la parola?

Come descrive benissimo Al Ries nel libro “Focus”, una delle cose che succedono quando possiedi la parola giusta nella mente del potenziale cliente è la fusione dei due nomi, quello dell’azienda o della marca e quello della categoria.

Invece di dire “passami il cellulare”, le persone inizieranno a dire, “passami l’Iphone”, invece di dire “passami un fazzoletto Kleenex” si dirà “passami un kleenex” e così via. E tutto questo viene fatto naturalmente da ognuno di noi, ogni giorno.

E se la parola/categoria è già posseduta da qualcun altro?

Nella maggior parte dei casi la categoria è già posseduta da qualcun altro che è arrivato prima di te. Questo non significa che devi arrenderti. Il tuo lavoro è quello di creare una nuova categoria.
Il mondo del web è iper competitivo. Eppure, con le giuste tecniche, è stato possibile primeggiare su una nuova categoria.

Ed il mercato delle pizzerie d’asporto non è meno competitivo credimi.

Idem il mondo del sushi.

Eppure un vecchietto è li, sulla pagina Wikipedia del sushi.

Le tecniche per aggredire le categorie, crearne di nuove e occuparle, sono tantissime e le esploriamo tutte con i clienti che hanno scelto un piano di web marketing operativo.

Cosa devi fare se vuoi far crescere la tua azienda

L’unico modo che hai per ottenere “la tua parola” e contattarci per operare insieme nel tuo mercato con i giusti strumenti e far diventare la tua azienda un’azienda di successo con una strategia efficace.

Io e Jiro Ono ti aspettiamo dall’altra parte.

[/ihc-hide-content]

Condividi questo articolo su:

L'ultimo numero di Operativo!

All’interno del magazine troverai gli articoli riservati ad un cerchia ristretta di imprenditori e pubblicati in anteprima per i clienti di BrandDiretto 

Potrebbe interessarti